Prima il rinvio della riapertura delle attività commerciali, poi il “no” all’allungamento alle 23 del “coprifuoco”: Mario Draghi ripercorre, sbagliando, la strada di Giuseppe Conte. Una strada disegnata dal ministro della Salute, Speranza, l’uomo che, da quando è stata dichiarata la pandemia, non ne ha azzeccata una. Ancora oggi, dopo un anno, Speranza continua a proporre divieti a oltranza e senza senso. Cosa aspetta il premier del Governo dei “migliori” a trovargli un’altra occupazione, liberando il Paese da questo flagello? Con Speranza, caro Draghi, non c’è speranza.