Il Fronte Nazionale

La situazione italiana è estremamente particolare, rispetto al contesto europeo e forse mondiale, vista la posizione geografica della nostra Nazione situata al centro del Mediterraneo e ponte naturale tra i paesi dell’Africa settentrionale, il Medio Oriente ed attraverso il Bosforo con la Crimea e la Russia; senza dimenticare lo stretto di Gibilterra e Suez primo passaggio marittimo per il commercio navale tra i paesi produttori dell’Oriente e l’Europa. Tale posizione politica e commerciale vantaggiosa viene avvilita dal sistema mondialista con la complicità dei governanti attuali che impediscono lo sviluppo della portualità, delle infrastrutture ferroviarie e del territorio puntando alla svendita di quelle aziende e del sistema industriale, impostato negli anni ’30, che aveva permesso nel secondo dopoguerra di far ripartire l’Italia fino a renderla una delle otto realtà industriali del mondo.

La creazione della UE ed il sistema di una moneta a debito ha permesso ai tecnocrati della finanza internazionale, con la complicità di una classe politica indegna ed ignorante, di mettere le mani sul patrimonio dell’Italia e del popolo italiano attraverso inique tassazioni, tendenti ad accelerare la liquidazione del patrimonio comune: dalla previdenza sociale, all’industria, ai diritti dei lavoratori puntando alla privatizzazione ed alla delega dei principali servizi ad aziende multinazionali ed alle ONLUS che sono il vero cavallo di Troia del mondialismo.

In questi anni la nostra Nazione non riesce ad ottenere  vantaggi dalla propria posizione geografica, dall’essere centro di cultura e storia (ricordiamo che il 70% dei manufatti artistici del mondo sono in Italia), dall’essere il paese con il maggior numero di immobili di proprietà dei singoli cittadini in Europa, una realtà agroalimentare di altissimo livello, grandi capacità manifatturiere ed artistiche non solo nel tessile ma anche nel design e l’industria aereonautica, navale, automobilistica, un’edilizia di primo livello per le grandi realizzazioni ingegneristiche; orbene, nonostante tutto ciò, l’Italia si trova paradossalmente ad attraversare il suo periodo peggiore negli ultimi 150 anni con il rischio della distruzione totale e la perdita completa della sovranità a vantaggio di un’oligarchia economica apolide legata alla finanza internazionale.

La strategia messa in atto ha il suo punto di svolta nell’ingresso dell’Italia nell’Eurozona e con la cessione della sovranità monetaria, ed il conseguente indebitamento totale. Proprio per “legare” ulteriormente il popolo italiano ed impedire di far fronte ad eventuali emergenze si introduce con gran fretta un articolo nella Costituzione che obbliga a rispettare un “pareggio di bilancio”: questo articolo diventa la pietra tombale di ogni possibilità di ripagare il debito con la BCE e riacquistare sovranità nazionale.

Il Fronte Nazionale nasce in Italia nell’alveo della tradizione sociale da sempre presente nella cultura degli italiani avendo come riferimento l’importanza del concetto di identità Nazionale e di Nazione, intesa come collettività ritenuta depositaria di valori tipici e consolidati del patrimonio culturale e spirituale di un popolo.

Formato da uomini capaci e dediti al bene del popolo, il FN, si rende conto subito dei rischi che corre l’Italia incapace di fare scelte autonome a causa di una classe dirigente già venduta ed impostaci da realtà distanti dall’interesse nazionale (basti pensare che un totale di 113 tra basi USA e basi NATO fa dell’Italia il paese più occupato, da una forza straniera, del mondo), per questa ragione interviene attraverso azioni politiche e di sensibilizzazione atte a risvegliare il senso di appartenenza e fermare la deriva negativa dell’Italia.