All’inizio di questa settimana, il Consiglio Europeo ha prorogato le misure restrittive dell’UE contro la Siria per un altro anno, fino al 1° giugno 2022. L’elenco comprende ora 283 persone colpite sia da un congelamento dei beni che da un divieto di viaggio e 70 entità e il divieto per le imprese europee di esportare beni in Siria ed effettuare transazioni con entità siriane. Questo divieto include beni alimentari, generi di prima necessità, medicinali ed attrezzature sanitarie salvavita di cui gli ospedali siriani, danneggiati e saccheggiati dalla guerra, avrebbero estremo bisogno.
Questo però non interessa ai burocrati e legislatori della UE che sono molto attenti piuttosto ad obbedire alle direttive che arrivano da Washington il cui scopo è mettere in difficoltà la popolazione siriana ed aumentarne le sofferenze, nella vana speranza di favorire rivolte contro il governo di Bashar al-Assad.
Tuttavia questa soddisfazione non è stata data dalla popolazione siriana che, nelle elezioni svoltesi nei giorni scorsi in Siria, si è recata in massa ai seggi elettorali per votare per un nuovo mandato al presidente Assad. Le massicce manifestazioni popolari di giubilo per la vittoria di Assad attestano la genuina partecipazione del popolo siriano all’evento e l’identificazione dei siriani con Assad, colui che viene visto come il salvatore della Siria.
Naturalmente la propaganda occidentale non demorde nel vano tentativo di screditare tali elezioni e nel sostenere che si sia trattato di “elezioni truccate”, nella irrefrenabile presunzione dei politici della UE di giudicare truccato tutto quello che non porti il marchio dei “neocolonizzatori” falliti occidentali.
In una dichiarazione diffusa sabato dall’agenzia di stampa SANA, una fonte ufficiale del ministero degli Esteri siriano, questa ha affermato che le “misure coercitive unilaterali e disumane contro la Siria dell’Unione europea scoprono falsi valori di questa istituzione perché queste misure coercitive colpiscono i cittadini siriani nella loro vita, salute e mezzi di sussistenza, e costituiscono una flagrante violazione dei più elementari diritti umani e principi del diritto internazionale umanitario”. “Ancora una volta, l’istituzione dell’Unione europea dimostra la sua completa distanza dalla realtà, la sua piena collaborazione nella guerra ingiusta alla Siria e la sua responsabilità per lo spargimento di sangue dei siriani e la distruzione delle loro conquiste”, ha aggiunto.
L’UE, ha affermato la fonte, “ha perso credibilità e influenza negli eventi nella regione e nel mondo a causa dei suoi approcci sbagliati e della sua cieca subordinazione alla politica degli Stati Uniti”. Meglio non avrebbero potuto rispondere i siriani con l’orgoglio e la fierezza di essere un paese che si è saputo difendere a tutti i costi dall’assoggettamento all’Impero degli USA e dei suoi vassalli europei. Rimane inalterata la responsabilità della UE nel suo complesso e in particolare di alcuni paesi europei, come Francia, Germania, Italia, Belgio che non hanno lesinato l’invio di armi e sostegno ai gruppi terroristi/mercenari di vari paesi che hanno devastato la Siria e fatto scorrere il sangue siriano innocente. I siriani non dimenticano chi ha armato la mano dei terroristi takfiri che sgozzavano le persone, una volta preso il controllo ci alcune zone della Siria, per il solo fatto di essere queste cristiani o mussulmani di altre confessioni, non dimenticano chi ha fornito l’esplosivo per le autobombe messe davanti alle scuole e le chiese e moschee devastate dalla furia dei terroristi e mercenari arrivati in massima parte da altri paesi. Nella guerra per procura che si è svolta in Siria (ben altro che guerra civile) l’Europa, e in particolare Francia, Regno Unito e Germania, hanno svolto la loro parte, assieme agli Stati Uniti, alla Turchia, ad Israele ed alla Arabia Saudita, nel disegno di distruggere e frazionare il paese, secondo il piano di Washington reso pubblico da decine di documenti desecretati. Questi crimini non si dimenticano anche perchè sono gli stessi crimini che, gli inesauribili difensori dei “diritti umani”, continuano a compiere fornendo armi e sostegno alle guerre di sterminio e genocidio condotte dai loro sodali nello Yemen e in Palestina. L’ipocrisia di chi pontifica sui “diritti umani” e poi si dimostra complice dei peggiori crimini contro l’umanità, ha definitivamente nauseato non solo i siriani ma tutti coloro che hanno a cuore la pace, la stabilità ed il diritto dei popoli nello scegliersi il proprio destino senza dover sottostare ai vecchi e nuovi colonizzatori. Il popolo siriano questo diritto se lo è guadagnato combattendo.

Di staff